Una famiglia “elettrica” sale in cattedra

di Marcelo Padin

Direttore Editoriale Electric Motor News

 

Caravaggio (BG), Italia. 19 Febbraio 2016. Il “movimento” di coloro che difendono, usano e spendono parole serie per la mobilità elettrica, si alimenta non solo di colonnine di ricarica più o meno veloci; ma anche e soprattutto di persone che utilizzano ogni giorno questi veicoli e che di conseguenza acquisiscono un’autorevolezza per insegnare la propria esperienza.

Eugenio Garavaglia e Silvia Bugini, che per facilitare la lettura e per richiamare il loro profilo Facebook chiameremo in questo articolo i “Garabugi”, sono da diversi anni impegnati in prima persona in questo settore e non per interesse proprio, considerando che Eugenio è titolare di un’officina meccanica e Silvia lavora come barista a Lurano, un piccolo paese della bassa bergamasca.

Farà piacere a tutti coloro che vedono l’auto elettrica come alternativa seria alla mobilità, sapere che i “Garabugi” sono saliti in cattedra nel liceo Galileo Galilei di Caravaggio, in Provincia di Bergamo.

La notizia farà piacere, perché in un paese pieno di contraddizioni nel quale solitamente il Ministro dell’Interno è una persona che ha vissuto all’estero e dove il dicastero della Sanità è coperto da un imprenditore edile, permettere che delle persone con esperienza propria nel settore dei veicoli elettrici facciano scuola salendo in cattedra è merce rara … e proprio per questo va più apprezzata.

Dopo l’esperienza a scuola, con la loro consueta semplicità i “Garabugi” hanno detto:

“Nella settimana di cogestione siamo stati invitati a raccontare la nostra esperienza di vita in simbiosi con la mobilità ecosostenibile… non nascondiamo che eravamo un pò emozionati, ma alla fine non è stato neppure difficile” – hanno detto, aggiungendo con soddisfazione:

“Vedere comunque una trentina di giovani interessati dopo una breve presentazione e che dopo hanno iniziato a fare delle domande è stata una soddisfazione … e sinceramente le due ore sono volate in fretta …” – hanno concluso.

Oltre a diffondere la notizia, non possiamo fare altro che complimentarci con Eugenio Garavaglia e Silvia Bugini per questa voglia di fare, di insegnare e di mettersi in gioco; ma anche ai responsabili del Liceo Galileo Galilei di Caravaggio (BG) per avere accettato il loro intervento. In una scuola burocratizzata dove per muovere una matita bisogna fare mille carte bollate, anche i responsabili della scuola hanno avuto il loro ruolo ed hanno utilizzato il buon senso, che oramai diventa sempre più difficile da trovare tra le pieghe di timbri e permessi.

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